La memoria non è un deposito chiuso né un archivio neutro. È materia instabile, affettiva, attiva che non si limita a conservare. Si reinventa.
Persistenze è una mostra che indaga la memoria come gesto che ritorna, come forma che si riattiva nel presente, nel corpo, nello spazio.

Con Sandra Stocchi, la memoria diventa gesto intimo, cucitura di silenzi, adesione sincera ai piccoli riti o agli oggetti minimi. Le sue opere in ceramica raku, bronzo, e le grafiche su carta, delicate e dense, parlano di perdita del sacro e di legami spirituali ancestrali abbandonati. È ciò che resta nell’assenza. Una memoria domestica e segreta, capace di toccare l’universale. (Persistenze, Ciò che resiste, ritorna. La città dei Diari)

Matilde Puleo