{Trilogia di personali, Monte San Savino / Lucignano (Ar), Giugno-Agosto 2018 Sandra Stocchi - Elisa Braconi

CORPO - ALBERO/ELLISSE - TEMPIO/GHIRLANDA

 CORPO - Monte San Savino, Palazzo delle Logge

Corpo è il primo capitolo di questa triade di mostre che assume per Sandra un significato che potrebbe essere meglio definito come prova tangibile della polifonia identitaria che segna ognuno di noi.
Ciò che affermano i suoi lavori è che il corpo è un oggetto costruito con materiali sociali; un insieme di discontinue azioni simboliche, di pratiche discorsive e di limiti da superare. Sebbene consapevole della prospettiva che vede il corpo, rappresentato e immaginato come crocevia di complesse politiche della sessualità e di identità, per Sandra al processo di rappresentazione del corpo viene preferita l’analisi delle implicazioni sociali e politiche del suo strutturarsi attraverso la sessualità. Una dimensione femminile fatta di formazioni discorsive che delimitano gli spazi e i confini del piacere, dei ruoli di genere e di status, tutti ancora da definire e da negoziare. Il corpo è il supporto materiale dei modi d’uso del linguaggio, delle iscrizioni della cultura, di ruoli ascritti a vita, di forme sociali che delimitano il perimetro delle emozioni e orientano la percezione. Ciò che raccontano queste immagini è il sentire del corpo femminile e le modalità della sua rappresentazione.
Ma il corpo di cui parlano le sue ceramiche raku, fatte di scatole che si compenetrano a vicenda è un corpo ibrido in continuo dialogo con quello che riusciamo a immaginare. Questo tipo di corpo pone questioni centrali sulla soggettività specie quando sul corpo femminile vengono imposti i limiti di “performatività di genere” inaccettabile.

Matilde Puleo

 

 

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ALBERO/ELLISSE - Lucignano, Museo dell'Albero d'Oro

Albero/Ellisse è la tappa del percorso che vede il contatto con la Natura rappresentata dall’albero. Osservato e tradotto in una pittura di grande formato per rendere omaggio agli esseri più affascinanti del pianeta Terra, da sempre oggetto di culto. L’Ellisse dall’altro lato è intesa come forma macroscopica dell’Universo. Per Sandra Stocchi la natura non è semplicemente un insieme di specie separate in competizione tra di loro per la sopravvivenza (interpretazione fin troppo “cittadina” del mondo alla quale lei oppone una scelta di vita specifica) ma cura, ascolto e protezione di campi coltivati biologicamente. Una scelta che significa dunque vivere da dentro la natura con tutto quel che può voler dire, ma che il mondo organico è composto da tante comunità di esseri differenti, in cui tutte le specie giocano un ruolo diverso ma essenziale. Ciò che raccontano i lavori ispirati ai giorni di frequentazione dell’albero è che un albero non è un mondo schematizzato, dove da una parte sta la materia e dall’altra lo spirito, l’uomo e la natura, l’urbano e il rurale, il selvatico e il coltivato. Un albero è in grado di dirci che ogni cosa su questa terra sfuma e si interseca nell’altra. Comprenderlo significa entrare nel grande flusso dell’esistenza.

Matilde Puleo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TEMPIO/GHIRLANDA - Monte San Savino, Museo del Cassero

La dimensione spirituale del tempio e quello della ghirlanda con la quale si fa omaggio al divino è indagato come discrepanza tra obiettivi consci e inconsci. L’artista si chiede se siano in grado di confortare o provocare conflitto, cercare o soccombere dubbi e insicurezze. Questi oggetti sacralizzati dalla quantità di storie da narrare accanto ad ognuno di loro cercano il piano segreto di ciò che determina il comportamento o di ciò che non conosciamo appieno. Qual'è il compito se non quello di superare illusioni, ansie, ma anche narcisismo, distruttività, disonestà, mancanza di vero e indifferenza.
Sandra crea forme astratte, personaggi geometrizzanti o colori piatti perseguendo due strade, l’una che discende nell’interiorità, come aspirazione al raccoglimento, l’altra che vibra con il mondo esterno, per metafora, racconto, aneddoto che narra il reale senza peraltro riprodurlo. Mi scrive delle sue fate o regine di templi misteriosi in termini ascetici e delle streghe come immagini che, ancora una volta, sono quelle tipiche della ricerca interiore

fate inteso come invito a fare in veste di ... fate dove soggetto e verbo sono la stessa cosa. Fare insieme nel luogo dove tutto è possibile. Ho pensato alla fata che dai fumi della confusione disegna delle geometrie rosa carne e ne fuoriesce un fiore-vulva o un cappello clitoride. In entrambi i casi sono doppie nello specchio si riconoscono. Riconoscono gli strumenti di potere. Le streghe invece predicono. Sono cassandre istintive. Si prendono per la coda a significare che contattano la parte più istintiva e quella più destabilizzante. A volte questa forza può essere incanalata... e allora ecco i pennelli”

C’è dunque in questa dimensione onirica un aspetto che rende la Stocchi una persona costituita dall’adesione a un insieme di valori vissuti attraverso un impegno responsabile che si sviluppa per atti creativi totalmente aderenti alla persona.

Matilde Puleo

 

 

 


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